Alessandro Scarabello è l'artista di Artissima 2018 di cui ci ricorderemo

di ILARIA CERINO
pubblicato il 05/11/2018


Romano, classe 1979. Tra le opere esposte alla fiera di arte contemporanea, le sue, in mostra nello stand di The Gallery Apart, riescono a catalizzare l’attenzione del pubblico gettando ombra sugli (sfortunati) lavori esposti nelle vicinanze.

Alla venticinquesima edizione di Artissima l’artista, residente a Bruxelles, ha partecipato con quattro lavori: Apologia (Nerone), i due Banquit e Sphinx. Lontano dalle esperienze più radicali e poco fruibili dell’arte contemporanea, la forza di Scarabello sta nel coniugare gli spunti pittorici delle avanguardie del nuovo millennio con la solidità artistica della tradizione italiana. Tutto richiama la miglior cultura pittorica italiana: tinte, volumi, soggetti. “Classica” anche la scelta dei supporti: l’inossidabile tecnica dell’olio su tela non invecchia mai, rivelando le proprie potenzialità ancor oggi.

L’effetto è sorprendente, e le opere si fanno amare anche da chi di arte contemporanea mastica poco o nulla. Aldilà della bellezza e della raffinatezza tecnica dei lavori, sta qui il grande merito dell’artista: essere capace di ridurre la distanza, troppo spesso percepita come incolmabile, tra esperienze artistiche del nuovo millennio e grande pubblico.

La matrice classica si declina anche nella scelta di ispirarsi a elementi dell’omonimo periodo storico: teatro, statuaria, maschere e mito. L'esperienza visiva innescata dall'opera di Scarabello porta lo spettatore al limite che separa l'astrazione delle idee dalla concretezza della narrazione.