Arte e maratona: i numeri di cultura e turismo tra l'1 e il 4 novembre

di REDAZIONE
pubblicato il 05/11/2018


Circa 150.000 i turisti calcolati a Torino tra nel periodo tra l’1 e il 4 novembre. Mostre e fiere in crescita, situazione più critica per i musei.

A fare il botto è, come previsto, Artissima, che incrementa i propri visitatori rispetto al 2017 di circa tremila unità, raggiungendo quota 54.800. Le 1.000 opere esposte hanno attirato un numero considerevole di esperti, acquisitori, curatori e collezionisti da ogni angolo del pianeta: circa 5.500 quelli stimati. La maggior parte dei quali proviene, come previsto, dall’Arabia Saudita. Sorpresa dell’edizione 2018: gli operatori del settore provenienti dal Sud America superano, nel complesso, per la prima volta, quelli provenienti dagli Stati Uniti. Eccellenti le ricadute per il territorio, stimate in ben 3,7 milioni di euro (a cui si aggiungono i 3 milioni di costi diretti della manifestazione).

Discorso a parte meritano gli eventi creati sulla scia della fiera madre Artissima. Paratissima si mantiene in linea con i dati 2017: 45.000 ingressi, distribuiti dal 31 ottobre al 4 novembre (2 giornate in più di Artissima). Ad subire una variazione positiva è il numero di famiglie coinvolte dalle attività proposte, che raddoppiano fino a 900 rispetto alla scorsa edizione. A dimostrazione che anche l’arte contemporanea, tradizionalmente ostica presso certe fasce di popolazione, possa creare pubblico se declinata nelle giuste modalità. Il numero di artisti selezionati per partecipare alla fiera scende, invece, a 357. Dato da leggere positivamente, perché significa selezione a priori più attenta, con meno accessi ma qualità media dell’esposizione più alta.

FLAT, fiera internazionale del libro d’artista, presso la neonata nuvola Lavazza, fa registrare 3.934 ingressi. Un buon dato, che oltre a beneficiare di una crescita del 30% rispetto alla prima edizione dell’anno passato, va interpretato alla luce della competizione in contemporanea con un alto numero di altri eventi sparsi in città: tra Artissima, Club to Club, Paratissima e la maratona arrivare alla soglia dei 4.000 ingressi è un traguardo assai ragguardevole.

L’altro grande protagonista del weekend appena concluso sono le OGR, che rispetto al ponte dell’anno passato vedono gli ingressi incrementare di quasi settemila unità (raggiungendo quota 16.687). Un trionfo, che testimonia il lavoro capillare svolto dall’ente sul territorio, capace di attrarre pubblico tutto l’anno, garantendo attività destinate a tutte le fasce di popolazione. A partire dalla riapertura, nel settembre 2017, le Officine si sono rivelate uno dei principali poli culturali cittadini, e i dati relativi a un anno di flussi lo confermano (indipendentemente dei valori, si tratta di numeri in costante crescita). Per uscire dal tunnel, la cultura torinese può e dovrebbe ripartire da qui. A determinare gli ingressi del weekend sono state le serate di Club to Club e la mostra L’Atteso di Mike Nelson.

Tra i musei, a spiccare è (manco a dirlo) il Museo Egizio. Motivazione presto detta: è assai facile che il turismo in entrata in città si diriga a spron battuto verso una delle istituzioni museali più famose al mondo. La regola di andare a Torino per vedere l’Egizio non si smentisce mai. Una garanzia per la città, su cui poter contare in ogni momento dell’anno (a parte i picchi corrispondenti a certe date o intervalli di date, si registrano vendite di biglietteria continuative), ma che rischia di mettere in ombra altri enti museali cittadini altrettanto validi: ai 24.800 biglietti venduti dall’Egizio ne corrispondono soltanto 21.344 dai Musei Reali, 16.687 dal Museo del Cinema. Cenerentola del gruppo è il MAO, che non raggiunge i 2000 biglietti venduti (1944). Nel complesso, la Fondazione Torino Musei (che riunisce, oltre al MAO, Palazzo Madama e GAM), riesce a racimolare 17.350 visitatori: pochi, specie se considerata la mostra “blockbuster” sui macchiaioli allestita proprio alla GAM. Ma anche in questo caso, una puntualizzazione è doverosa: chi sceglie di venire a Torino per passare il ponte, difficilmente si recherà in visita a qualche mostra, che per natura hanno carattere itinerante, e sono dunque destinate a toccare altri poli cittadini, prediligendo dunque le destinazioni museali “fisse”. Le mostre le si può trovare ovunque, in sostanza. I musei no. Ed ecco spiegato la preponderanza di scelta verso questi ultimi.

Fuori Torino a imporsi è, come da tradizione, Venaria Reale: la quale, con quasi 35.000 biglietti venduti, si posiziona al primo posto tra i musei regionali fuori Torino. Sotto la soglia record del 2016 (oltre i 37.000 biglietti staccati), ma due anni fa il tasso di competizione con altri eventi era assai più ridotto. Da ricordare che il principio di un biglietto per visitatore non vale, in questo caso. Alle mostre e al percorso museale si accede infatti con biglietti differenti, per cui lo stesso visitatore può ritrovarsi anche con quattro ticket in tasca, a fine gita.

La maratona ha convogliato, per le strade cittadine, circa 5000 partecipanti: boom esponenziale rispetto all’anno passato, in cui il numero di runners non aveva raggiunto le 1350 unità. Rispetto alle altre attività proposte nel weekend, dimostra di non originare pari ricaduta economica sul territorio, sia per la durata più contenuta della manifestazione, sia perché eventi del calibro di Artissima e Club to Club sono quotati a livello internazionale, mentre la corsa per le strade no. Dopotutto, non siamo Londra o New York, e dobbiamo accontentarci. Ma, per una volta, i numeri fanno ben sperare in merito alle sorti della cultura e del turismo sabaudo.