#Non solo food, viaggio nella cultura enogastronomica piemontese

di REDAZIONE
pubblicato il 21/10/2018


Il nuovo ciclo di conferenze presso il Centro Congressi dell’Unione Industriale vuole analizzare la storia e lo sviluppo dell’enogastronomia in Piemonte attraverso prodotti, tendenze, alta cucina e aziendale del comparto alimentare del nostro tessuto industriale. La tradizione enogastronomica del Piemonte gode di fama internazionale, tanto che nelle classifiche dei ristoranti e nelle guide di settore, la regione occupa sempre i primi posti. Un successo che si deve all’abilità degli chef, maestri nell’amalgamare i sapori della tradizione a quelli della nuova cucina, ma anche alla certificata qualità dei prodotti piemontesi. Grazie alla testimonianza di alcuni fra i massimi esponenti della ristorazione italiana e dell’imprenditoria del nostro territorio verrà approfondita la ricaduta economica nel Paese.

1 . Alimentazione 3.0: il valore del cibo e le nuove tendenze. Cucina vegana, street food, sapori esotici, cucine internazionali e tradizionali – Lunedì 22 ottobre 2018, ore 18.00

Appuntamento con lo chef della “Trattoria Zappatori” di Pinerolo, Christian Milone e con Rocco Moliterni, giornalista, cronista e critico gastronomico che parleranno di “Alimentazione 3.0: il valore del cibo e le nuove tendenze”. Cucina vegana, street food, sapori esotici, cucine internazionali e tradizionali. L’incontro vuole fornire indicazioni sull’evoluzione delle tematiche alimentari più attuali legate all’impresa e alla ristorazione. Un’opportuna panoramica sui presenti e futuri mercati dei prodotti alimentari e le nuove tendenze legate ai gusti dei consumatori. Il 2018 è ancora l'anno dell'ossessione salutistica per i cosiddetti “clean menu”, quelli con ingredienti certificati e zero additivi e conservanti. Anche nelle cucine di grandi catene notoriamente associare al junk food. Mentre contemporaneamente cresce la specializzazione delle cucine vegetariane, anche di livello, che cercano di coinvolgere un pubblico di onnivori sempre più ampio. Cresce la ricerca sui prodotti e nascono le nuove linee di alimenti bio oltre a quelle dedicate alle intolleranze.

2 . Alla scoperta della cucina piemontese e di una delle sue principali star: la pasta – Lunedì 29 ottobre 2018, ore 18.00

Appuntamento con lo chef del “Ristorante Del Cambio”, Matteo Baronetto e limprenditore e amministratore delegato di Pasta Berruto SpA, Stefano Berruto, coordinati da Luca Iaccarino, giornalista-blogger. “Alla scoperta della cucina piemontese e di una delle sue principali star: la pasta” è il tema di questo incontro. La cucina piemontese si può definire fra le più varie e raffinate del nostro paese, ricca di sapori e frutto di una tradizione culinaria antica, tramandata dalle antiche corti nobiliari, anche se molte delle sue ricette sono d’ispirazione contadina. I piemontesi, per loro natura sobri, ma anche amanti della buona tavola, hanno menù ricchi e articolati. La tradizione della pasta in questa regione comprende soprattutto le paste fresche all’uovo, legate ai momenti tipici della domenica o delle festività. Si differenziano per ingredienti e per forma, ma sono tutte prodotte a partire da alimenti semplici e genuini mediante un lungo e laborioso processo di preparazione tipico della cucina di altri tempi.  Stefano Berruto è oggi l’erede della tradizione pastaia di famiglia, iniziata con la gestione di un antico mulino e culminata nell’odierna avventura imprenditoriale di Pasta Berruto. Il marchio 1881 racchiude l’esperienza di oltre un secolo e diviene sinonimo di qualità e passione. Ispirato ai princípi e valori che da sempre hanno contraddistinto questa importante esperienza, Stefano ha voluto raccogliere sotto un marchio dedicato una prestigiosa selezione di prodotti esclusivi. Le proposte, apparentemente anche molto diverse tra loro per specificità e modalità di consumo, sono legate da un unico indissolubile filo conduttore: la genuinità e l’alta qualità nella scelta delle materie prime utilizzate e nella gestione delle fasi del processo produttivo, per soddisfare anche il consumatore più attento ed informato.

3 . Educazione alimentare: scuola, sport e benessere – Lunedì 5 novembre, ore 18.00

Appuntamento con la chef del “Ristorante Gardenia” di Caluso, Mariangela Susigan che, insieme a Giorgio Calabrese, docente di Dietetica e Nutrizione Umana e Maria Caramelli, direttrice generale dell’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta,  approfondirà il tema “Educazione alimentare: scuola, sport e benessere”. Il ruolo della scuola, del territorio e delle aziende, unita ad una capillare attività di controllo sugli alimenti, è fondamentale per la condivisione e messa a punto di contenuti, azioni, metodologie e strumenti per la stesura di linee guida per l’educazione alimentare delle persone. L’esercizio fisico e l’attività sportiva sono fondamentali per favorire il pieno sviluppo dell’organismo e per promuovere e mantenere uno stato di salute ottimale sia a breve che a lungo termine. Un’alimentazione corretta ed equilibrata rappresenta il sistema più adatto per soddisfare i particolari bisogni energetici e nutrizionali non solo degli sportivi, sia amatoriali che professionisti, ma anche di tutta la popolazione. Negli ultimi decenni profonde modifiche sociali ed economiche hanno influenzato il nostro Paese ed hanno influito sui consumi alimentari e sul benessere della popolazione. Parteciperà all’incontro Francesca Angeleri, autrice e giornalista in veste di moderatrice.

4 . Le nuove strategie per l'export dell'industria agroalimentare – Lunedì 12 novembre, ore 18.00

Ultimo appuntamento del ciclo “Le nuove strategie per l’export dell’industria agroalimentare”. Vedrà protagonisti Giovanni Grasso, Managing Director del “Ristorante La Credenza” di San Maurizio Canavese e l’imprenditrice Roberta Ceretto, figlia di Bruno che, insieme al fratello Marcello, ha legato il proprio nome a prodotti di culto come Barolo e Barbaresco, ma anche al Blangè ed all’Arneis del Roero. Insieme al responsabile del Servizio Agri Agro di Crédit Agricole Cariparma, Emanuele Fontana, dialogheranno con il giornalista de La Stampa, Luca Ferrua. Conoscere e conquistare i mercati esteri è una tappa fondamentale anche per le aziende dell'agroalimentare, piccole o grandi che siano. Un concentrato di potenzialità ancora non del tutto espresse: l'agroalimentare è un volano per l'economia italiana che presenta ancora decisi margini di crescita, soprattutto se accetta la grande sfida dei mercati esteri. Una prova che è perfettamente in grado di cogliere, pur tra le mille insidie che comporta a giocare su uno scacchiere internazionale altamente competitivo. I recenti dati (dal 2015) mostrano una crescita record delle esportazioni agroalimentare: un +7% con crescita oltre il 20% in Usa, Cina e su molti altri mercati. Non c’è mai stata una richiesta così forte di Italia nel mondo. Abbiamo raggiunto con i nostri prodotti 1,2 miliardi di consumatori mondiali. Quale ruolo possono giocare i paesi emergenti nell’acquisto di prodotti agroalimentari italiani? Quali sono le aree rilevanti per lo sviluppo del futuro business per l’export italiano? Quali strategie e segmenti sono da utilizzare per lo sviluppo e o il presidio di un mercato? Ha ancora senso utilizzare i canali tradizionali, quali missioni, manifestazioni fieristiche oppure bisogna prediligere i canali logistici e gli strumenti digitali?