Fotogramma della pellicola

A spasso con i fantasmi: viaggio notturno nella Torino del 1800

di VINCENZO LO IACONO
pubblicato il 28/10/2018


Il giornalista Gabriele Ferraris lo ha definito “il miglior strumento di promozione turistica che mi sia accaduto di vedere da un bel po’ di tempo”. Ed è vero, se solo il cittadino medio non convivesse con la pregiudiziale verso i cortometraggi.

A spasso con i fantasmi è il film che non ti aspetti sulla Torino risorgimentale. Ma non per questo va sottovalutato: i quaranta minuti del mediometraggio scorrono piacevolmente, e giunti alla conclusione resta un po’ di amarezza per la troppa fuggevolezza della pellicola. Per gli amanti di Torino, sarà facile identificare le location riprese, anche se in notturna, scoprendo le storie celate dietro a luoghi dai quali spesso passiamo, senza mai soffermarci per farcene raccontare la bellezza. Il viaggio narrato dallo sceneggiatore Giuseppe Culicchia è un viaggio nelle memorie di una Torino ottocentesca troppo spesso dimenticata: quella dei travet, del boia, delle lavandaie.

Ai non torinesi, invece, offrirà mille motivi per far visita alla capitale sabauda, esibendo il lato migliore di una città enigmatica, seducente, passionale, ma pur sempre sobria e austera. In quaranta minuti viene mostrata, insomma, la Torino che fa innamorare, sorprende e ti lascia senza fiato. Ben oltre la città ripresa nelle fiction televisive di turno (alle quali va comunque riconosciuto un ruolo di importante promozione turistica, certo superiore agli spot mainstream e sottotono propinati dal Comune).

L’immortalare in notturna è una scelta che garantisce una patina di romantico (nell’accezione storica del termine) tanto alla pellicola quanto alla città stessa. Ecco i due meriti principali della regia del torinese Enrico Verra: farti cadere nella mani del cineasta già nei primi cinque minuti (e per i successivi trentacinque) e smontare nel giro di un ciak lo stereotipo del paesone grigio e industriale, ancorato a un mondo che non c’è più. Quella raccontata da Verra è la Torino amata da Nietzsche, la Torino risorgimentale di Gozzano, ancorata all’assolutismo sabaudo e al tempo stesso proiettata ai destini italiani. Se i torinesi investissero meno di un’ora del loro tempo guardando A spasso con i fantasmi, potrebbero facilmente riscoprire quel sano patriottismo risorgimentale che ha portato la città e le sue personalità più eminenti e guidare il processo di unificazione.

L’idea di mostrarlo nelle scuole è altrettanto azzeccata: nel tempo della Milano-mania, dove l’erba dei vicini meneghini sembra ancora più verde del solito, sarebbe ora che almeno una fetta di gioventù riscoprisse i valori storici e urbanistici di una città che in duecento anni di understatement di certo non è stata capace di valorizzare il proprio stupendo patrimonio.

A seguito delle prime proiezioni, già eseguite, sono previste repliche il 6 novembre alle 16.00 e il 13 novembre alle 18.30 presso il cinema Fratelli Marx. Solo un consiglio: andateci e lasciatevi stupire.