Aggiungi un posto a tavola, che c'è un amico in più (ma anche un parente e un trombato)

di GIUSEPPE RIPANO
pubblicato il 16/10/2018


Amici, parenti e non eletti: accade che le cariche dirigenziali comunali stiano progressivamente venendo occupate da personalità vicine, per differenti ragioni, al Movimento 5 Stelle.

Che a ogni giro le cariche vacanti vengano occupate da esponenti vicini all’area governativa è cosa nota. Meno noto è, invece, come il Sindaco di Torino e la relativa giunta, a dispetto di quanto promesso in campagna elettorale, stiano lottizzando le cariche pubbliche assegnando poltrone ai fedelissimi. L’area della cultura cittadina è quella più gettonata, causa il diretto controllo comunale in larga parte delle istituzioni culturali, ma non certo l’unica. Si va dal Teatro Regio ai dossier olimpici, passando per danza e Jazz.

Accade dunque che la bocconiana di Moncalieri ci abbia propiziati con una elegante serie di piroette politiche, che l’hanno condotta a tenere lo stesso atteggiamento manifestato dai suoi predecessori, a dispetto di promesse e dichiarazioni. In questo, un considerevole aiuto è arrivato dalla Fondazione Teatro Regio, che con la crisi di primavera (subdolamente orchestrata: http://www.ilcaffetorinese.it/articolo.php?NOTIZIA=1966 ) ha dato vita a un campo di Marte di dirigenti pubblici. I cui posti vacanti sono stati prontamente assegnati a personalità del calibro di William Graziosi, Roberto Guenno e Marco Ricagno.

Al primo nome si è giunti dopo che il predestinato nuovo sovrintendente, Giancarlo Del Monaco, amico di Grillo e referente del M5S per gli enti lirici, ha abbandonato la corsa a causa dei suoi legami, scoperti dal Corriere. Dovendo ripiegare, si è giunti alla selezione del nome di Graziosi. Il quale, in settembre, promuove dal coro del teatro alla dirigenza tal Roberto Guenno: due volte candidato politico con il M5S, e due volte, puntualmente, trombato. Motivazione palese: si necessita che qualcuno, all’interno della fondazione, spinga per l’approvazione della mozione Giovara di riforma del Regio (per la verità stesa in gran parte dallo stesso Guenno).

Alcuni giorni dopo, la stessa Appendino si prodiga per trovare un posto a un certo Marco Ricagno ( http://www.ilcaffetorinese.it/articolo.php?NOTIZIA=2084 ), un poco raro esemplare di signor nessuno prima di allora. Candidato alle comunali 2016, in quota M5S, ma non eletto. Così, per far fronte alla disperazione, si è provveduto per nominarlo rappresentante del Comune all’interno della Fondazione Teatro Regio.

Altro nome, tra i non eletti del 2018, è quello di Alberto Sasso. Architetto, amico di Beppe Grillo, viene selezionato senza bando pubblico per redigere il dossier di candidatura olimpica della città. Stipendiato dal Comune di Torino? No. Il primo cittadino, conscio della condizione di magra delle casse comunali, in qualità di Sindaco Metropolitano, vincola i comuni montani della Val Susa e del Pinerolese al versamento di 50.000 euro nelle tasche di Sasso. Il quale, felice, ringrazia. Poco importa che poi il dossier si riveli essere la generale scopiazzatura di quello di Torino 2006.

Dopo il fallimento dell’edizione 2017 del fu Narrazioni Jazz, si provvede al rinnovamento per l’anno 2018. Così, dopo l’annuncio di un bando pubblico per l’individuazione del nuovo direttore artistico, il sempre prodigo Giovara si adopera per la scelta dell’assai distinto trombettista che è Giorgio Li Calzi. Lo stesso che tra anni novanta e duemila ha portato in scena un discreto numero di spettacoli con lo stesso consigliere comunale. Risultato? Bando revocato e Li Calzi selezionato.

Non potendo dispensare cariche (e fondi) ai soli amici, nel solco della migliore tradizione italiana, si provvede a piazzare Anna Cremonini alla guida di TorinoDanza. Qui il bando c’è (rivolto a cinque profili), ma non è comunale. Viene gestito infatti dalla Fondazione Teatro Stabile. La quale (forse per ripagare la nomina di Valerio Binasco, persona assai competente, tuttavia, e i risultati lo dimostrano, alla direzione artistica) estrae dal mazzo la carta della Cremonini. Che solo in un secondo momento si rivela essere la cugina dell’assessore alla cultura Francesca Leon.