A sinistra Lamberto Guerrer, presidente dell'associazione Cuochi Torino, in compagnia di Lorenzo Bracco

Dopo il danno, la beffa: l'amministrazione gioca allo scaricabarile, ma i cuochi smentiscono

di ILARIA CERINO
pubblicato il 15/10/2018


Per il secondo anno consecutivo la festa dei cuochi abbandona Torino. Ma, se lo scorso anno si era riusciti a organizzare per tempo l’edizione a Venaria Reale, quest’anno la manifestazione salta senza appello.

Nel momento in cui il consigliere comunale del Partito Democratico Maria Grazia Grippo ha chiesto delucidazioni in merito all’assessore Alberto Sacco, la colpa è stata scaricata su Lamberto Guerrer (presidente dell’associazione cuochi), la cui risposta non si è fatta attendere.

«Sono arrabbiato, molto arrabbiato. Non solo perchè siamo stati costretti a rinunciare alla festa ma anche perchè siamo stati presi in giro da un’amministrazione che fa lo scarica barile e che da maggio ad oggi non ha fatto altro che trovare scuse. Tanto valeva dire di no subito.

[…] Come mi era stato suggerito lo scorso maggio ho mandato una mail alla sindaca per chiedere un incontro per poter discutere dell’edizione 2018 della Festa dei Cuochi che doveva svolgersi il 13 e 14 ottobre in piazza Vittorio. Ho aspettato un mese e dall’ufficio di Appendino ancora nessuna risposta, quindi mi sono messo in contatto con l’assessore Sacco e ho preso un appuntamento con lui».

A quel punto Appendino risponde, fissando un appuntamento. Che tuttavia salta per un improvviso impegno parigino del Sindaco.

«Mi sono detto pazienza, sono politici può capitare l’imprevisto. Ma sono rimasto stupito che comunicandomi che l’incontro era saltato non hanno pensato fissarne subito un altro. E così, a estate già iniziata e a poco dalle ferie mi sono trovato a dover fare tutto da capo. Nuova telefonate, nuove mail e in men che non si dica siamo arrivati al 2 ottobre.

Dieci giorni prima della data prevista ricevo una mail dal Gabinetto della sindaca con il logo della Città per il patrocinio. Come se in così poco tempo fosse stato possibile organizzare il tutto. E come beffa finale mi vengono anche a chiedere di poter visionare le locandine prima della stampa per verificare che il logo fosse stato inserito correttamente?

[…] Mi hanno chiesto anche un render della piazza per le misure di sicurezza. Ma noi siamo cuochi, non siamo in grado di fare progetti di questo tipo. Abbiamo fatto tutto per bene e il Comune non ci ha lasciato in balia della sua ingestibile burocrazia.

[…] Quest’anno ci siamo mossi per tempo per evitare problemi e invece è andata così. Tanto valeva dire di no subito, perché la sensazione che ho avuto è che ogni giorno ne tirassero fuori una nuova per non farci fare più niente. Questa volta non passerà liscia. In questa amministrazione giocano a fare gli scaricabarili. Ora si defilano tutti, dicono che non è colpa loro, con arroganza ci attaccano e non ci danno la possibilità di replicare. Ma la verità è che se non si è capaci di fare le cose è meglio farsi da parte».

CONSIDERAZIONI – Guerrer afferma che non c’è nessun ostacolo nel reclutare l’aiuto della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. Ed è vero: la manifestazione è infatti su base volontaria e serve a raccogliere fondi a scopi benefici. L’aiuto degli studenti delle scuole alberghiere del territorio sarebbe arrivato come tutti gli altri anni. Quindi, a mio modesto parere, i casi possibili sono tre: la giunta non ha avuto la forza per accollarsi un ennesimo impegno organizzativo (come se gli eventi sotto l’attuale amministrazione stiano proliferando); la giunta, pur avendoci propinato come necessari tagli finanziari a destra e a manca, non ha raccattato quattrini nemmeno per una festa di piazza; la giunta l’ha fatto di proposito, per ragioni a me ignote. A voi l’ardua sentenza. Ecco ciò che è certo: in assenza del PD di turno su cui scaricare le responsabilità, i fenomeni della giunta hanno prontamente rielaborato un vittimismo in salsa (è proprio il caso di dirlo) culinaria, trovando anche stavolta un capro espiatorio su cui scaricare le proprie colpe.