In primo piano il lago Nero, sullo sfondo le cime dell'Alpe Devero

Le meraviglie piemontesi che diventerebbero lombarde

di REDAZIONE
pubblicato il 20/08/2018


Se il referendum consultivo nel Verbano-Cusio-Ossola portasse la provincia a trasferirsi in Lombardia, il Piemonte perderebbe (oltre a quasi il 40 % dei flussi turistici della regione) una lunga serie di bellezze naturali, artistiche e architettoniche. Dalle spiagge della sponda occidentale del Lago Maggiore sino alle vette alpine al confine con la Svizzera, l’elenco è lungo, include valli alpine, centri d’arte, fascinosi villaggi di montagna, santuari, aree protette, tratte ferroviarie. VAL GRANDE – La vallata laterale della Val d’Ossola, percorsa dal Rio Valgrande, è inclusa all’interno del Parco Nazionale della Val Grande, per preservare la zona selvaggia più estesa delle Alpi e d'Italia. La grande estensione del territorio privo di insediamenti umani, le caratteristiche dure dei paesaggi e il panorama offerto dalle Alpi fanno del parco una meta ambita per gli amanti della natura e del trekking.
All'interno del parco si trovano la Riserva naturale Val Grande (riserva naturale integrale e biogenetica di 973 ettari) e la Riserva naturale Monte Mottac (riserva naturale orientata e biogenetica di 2.410 ettari), entrambe istituite nel 1971.

VAL VIGEZZO – Unica valle piemontese ad essere dotata di una conformazione orografica a “U”, è percorsa da due torrenti che scorrono in sensi opposti, generando un’ampia vallata pianeggiante non dotata di una fine geografica precisa. Si tratta di un’area ricca di specie vegetali e animali.

VAL FORMAZZA – Valle più settentrionale del Piemonte, più stretta rispetto alle altre della provincia, segna il confine con la Svizzera ed è attraversata dal fiume Toce, immissario del Lago Maggiore, che forma (quasi in testa alla valle) la spettacolare cascata del Toce.

VALLE ANTRONA – Anch’essa a confine con la Svizzera, tra le valli del VCO è senza dubbio tra le più dotate di risorse idriche. Torrenti quali l’Ovesca e il Troncone danno origine al lago di Antrona, che, insieme al lago Alpe dei Cavalli costituisce una delle due perle lacustri dell’area.

PARCO NATURALE DELL’ALPE VEGLIA E DELL’ALPE DEVERO – Risorsa escursionistica tra le più belle del Piemonte, comprende le conche alpine per l’appunto dell’Alpe Devero e dell’Alpe Veglia, alla testa, rispettivamente, della Val di Devero e della Val Cairasca. L’area ospita l’Erebia Christi, specie di farfalla tra la più rare d’Europa. All’interno della riserva sono inclusi alcuni tra i laghi alpini più belli d’Italia: il lago Nero e il lago delle Streghe. Adagiato presso l’Alpe Devero si trova il comune montano di Crampiolo.

SANTUARIO DELLA MADONNA DEL SANGUE – Situato in Val Vigezzo presso il comune di Re, nel luogo dove ora sorge il santuario si trovava la piccola chiesa parrocchiale di S. Maurizio, sulla cui facciata era dipinta un'immagine della Madonna col Bambino; una leggenda vuole che dalla raffigurazione della Vergine sia sgorgato del sangue per venti giorni, a seguito di un incidente che vide Giovanni Zuccone, giocatore di piodelle, colpire l'immagine della Madonna con un sasso. Per questo motivo il vescovo di Novara decise di trasformare la chiesa in santuario. I lavori iniziarono nel 1922 e ultimarono nel 1958.

FERROVIA VIGEZZINA – Si tratta della tratta ferroviaria più bella d’Italia secondo la trasmissione radiofonica “Bella davvero” in onda ogni fine settimana su Rai Radio 2. E i motivi sono presto identificabili: si snoda tra Domodossola e Locarno attraverso scenari mozzafiato, sul modello delle Ferrovie Retiche svizzere.

VOGOGNA – Al centro della Val d’Ossola, è dominata dal Castello Visconteo e dalla Rocca di Vogogna. Nel 1342 passa sotto il controllo dell'Arcivescovo di Milano e viene destinata a baluardo a difesa del ducato. In seguito verrà tutelata dal vescovo di Novara, che nella persona di Giovanni Visconti darà origine alla costruzione del castello.

BAVENO – Sito sulla sponda occidentale del lago Maggiore, il comune è famoso per il Battistero e la Chiesa dei SS Gervaso e Protaso, oltre che per la presenza di numerose ville storiche.

MACUGNAGA – Ai piedi del Monte Rosa, il comune è famoso per essere il principale centro della cultura Walser fuori dalla Valle d’Aosta. Come la vicina Alagna Valsesia (VC), posta a sud oltre il colle del Turlo, Macugnaga vanta una grandissima storia alpinistica legata soprattutto alla famosa parete est del Monte Rosa, la più alta delle Alpi. Con i suoi 2.600 metri s.l.m. e una larghezza di circa tre chilometri, la parete, spazzata in continuazione dalle valanghe, è l'unica nel sistema alpino di dimensioni himalayane.

Quelle elencate sono solo una parte delle meraviglie che potrebbero a breve finire sotto le insegne della Lombardia. Ma, oltre ad esse, pur non descrivendole (poiché già famose in tutto il mondo), vale la pena citare i centri storici di Domodossola e Intra, le ville della costa occidentale del Maggiore (tra le quali spicca Villa Taranto, con i sui superbi giardini), il paese di Stresa, le cinque isole Borromee (divise tra i comuni di Stresa e Verbania); ma anche l’Alpe Solcio, il lago delle fate, la riserva statale del Monte Mottac e il delizioso centro di Omegna. E tanto, tanto altro.