Da in alto a sinistra in senso orario: sentiero che porta al Lago di Dres, Laghi del Nivolet, lungolago di Ceresole, Vallone del Roc

Non solo il concertone: un'idea per Ferragosto ad alta quota

di CLAUDIA VILLA
pubblicato il 13/08/2018


Se il concertone dell’Orchestra Bruni di Cuneo in Valle Po non stuzzica le vostre prospettive ferragostane, ecco il rimedio per passare il 15 agosto (ma non solo) ad alta quota.

Se non fate parte di quei torinesi in trasferta presso la riviera ligure di ponente, piuttosto che di quella fetta di affezionati ai panorami e ai sapori della Val di Susa, una convincente alternativa per una giornata fuori porta potrebbe essere rappresentata dalla Val d’Orco. Incastonata tra la Valla d’Aosta (alla quale è collegata tramite i piani del Nivolet) e le Valli di Lanzo, la valle reale sabauda par excellence offre tutto ciò che gli amanti di una natura ancora sufficientemente incontaminata (e poco rumorosa) hanno bisogno.

Vicina all’industrializzata Val di Susa solo geograficamente, il versante piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso rappresenta un modo antitetico di vivere la montagna. Qui non troverete ferrovie, autostrade o grandi hotel: ma in compenso potrete godere di paesaggi alpini con pochi eguali in Italia ed Europa. Locana, Noasca e Ceresole Reale, i tre comuni piemontesi della Valle Orco parte dell’ente PNGP. Ed entrambi offrono percorsi di qualsiasi difficoltà e per qualsiasi età.

Dirigendosi verso Ceresole Reale, ultimo comune della valle, dopo Locana si incontra il piccolo centro di Noasca (1000 metri s.l.m.): da qui potrete dirigervi nel Vallone del Roc (oppure scegliere di seguire tutto il giro ad anello partendo da Balmarossa, lungo ma decisamente panoramico), in poco più di un’ora di cammino (gita breve ma ideale per accompagnare gruppi o singoli al primo approccio con la montagna), al Gran Piano di Caccia, destinazione amata da Vittorio Emanuele II nei periodi, appunto, di caccia, o al Vallone e ai laghi di Ciamousseretto. Tutto all’interno dell’area protetta del Gran Paradiso.

Se invece le vostre ambizioni raggiungono più alte quote, proseguite fino a Ceresole Reale (1600 metri s.l.m.), comune parte del circuito Alpine Pearls. Da qui potrete raggiungere i piani e i laghi del Nivolet, passando dagli specchi d’acqua del Serrù e dell’Agnel; o il lago di Dres, a un’ora e mezzo di cammino da Ceresole, posto appena sotto le Levanne, dal quale si gode una magnifica vista di tutto il massiccio del Gran Paradiso. Anche i laghi di Bellagarda rapprensentano una scelta escursionisticamente molto interessante, seppur più impegnativa. E, se il Nivolet non dovesse bastarvi, purché dotati di abbastanza tempo e adeguata preparazione fisica potrete optare per l’ascesa al Taou Blanc: un balcone naturale su quasi tutte le cime valdostane (inclusi Monte Bianco, Cervino, gruppo del Gran San Bernardo, Monte Rosa, e ovviamente Gran Paradiso) posto a 3438 metri di quota.

I percorsi citati rappresentano una piccola parte dell’immenso patrimonio escursionistico di quella che fu la Riserva Reale di Caccia, successivamente donata dai sovrani allo stato. Anche la ricchissima riserva floro-faunistica del PNGP soddisferà appieno anche gli amanti di piante e animali (la possibilità di avvistare marmotte, camosci, volpi è molto alta, evitando di far rumore).

Siete amanti della montagna, ma non di gite ed escursioni? Consolatevi pure con il giro del lago di Ceresole: 8 km in piano che costeggiano l’intero lago, con vista panoramica sulle tre Levanne, senza essere infastiditi dal traffico di auto e altri veicoli, con frequenti punti di sosta, panchine e fontane. Al Gran Paradiso ce n’è per tutti: a Ferragosto cogliete l’occasione per visitare uno degli angoli più belli del Piemonte.