Arte da mangiare. La natura morta tra Spagna, Belgio e Italia

di REDAZIONE
pubblicato il 20/06/2018


Dal 20 giugno al 30 settembre i Musei Reali presentano nelle Sale Palatine della Galleria Sabauda una mostra dedicata al genere della natura morta, che nasce dalla collaborazione con Bozar - Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e che si avvale della partnership con Intesa Sanpaolo.
Con "Il silenzio sulla tela. Natura morta spagnola da Sánchez Cotán a Goya" il Belgio e l’Italia si uniscono per costruire un omaggio alla Spagna. Intorno alle prove di grandi artisti come Sánchez Cotán, Juan de Zurbarán, Meléndez e Goya, la mostra traccia il percorso di sviluppo di questo genere su due secoli di produzione. Dalla silente concentrazione delle tele del Seicento, con l’indagine accurata e preziosa degli oggetti della vita quotidiana e della natura, attraverso le trionfanti composizioni barocche, ricche di decorazioni floreali e intrise di significati simbolici, si arriva all’età delle accademie e alla consacrazione del genere all’interno dei canoni artistici.
Curata da Ángel Aterido, professore dell’Università Complutense di Madrid, la mostra è articolata secondo un percorso in sette sezioni: le origini, i bodegones, i floreros, tavole e cucine, le Vanitas, il primo Settecento, il gusto accademico e Goya. Raccoglie circa quaranta opere provenienti da prestigiosi musei pubblici quali il Museo del Prado, il Louvre, le Gallerie degli Uffizi e l’Art Museum di San Diego, così come da importanti collezioni private: esempi di bodegones dipinti da Juan Sánchez Cotán, provenienti dagli Stati Uniti e dalla Collezione Abelló di Madrid, le "Mele in cestino di vimini" di Juan de Zurbarán, le scene allegoriche nella "Vanitas" e "Il Sogno del Cavaliere" di Pereda, la "Natura morta con quaglie, cipolle, aglio e recipienti" caratterizzata dallo straordinario virtuosismo tecnico di Meléndez e l’impressionante "Natura morta con tacchino" di Goya.
La rappresentazione degli oggetti quotidiani, dei frutti, delle piante o degli animali, isolati e raffigurati senza la presenza dell’uomo, si diffonde in Europa intorno al 1590-1600. Il caso spagnolo presenta alcune peculiarità che lo contraddistinguono dalle soluzioni compositive adottate negli altri paesi europei, come ben dimostra anche l’uso di una parola specifica per indicare questo particolare genere figurativo: bodegón. Sebbene sia possibile mettere in relazione le prime nature morte spagnole con modelli fiamminghi e italiani, il loro carattere austero e le personali interpretazioni del tema fornite da importanti pittori quali Juan Sánchez Cotán, Juan de Zurbarán, Luis Meléndez o Francisco de Goya, implicano un loro specifico riconoscimento fra i vertici dell’arte occidentale.
La mostra è arricchita dal dialogo tra le opere spagnole e nove dipinti italiani e fiamminghi appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda, tra le quali la "Natura morta con frutta, dolci, crostacei, un bicchiere e un topo" di Peter Binoit, "La vanità della vita umana" di Jan Brueghel, caratterizzata da una grandissima ricchezza iconografica, o ancora il "Vaso con fiori e insetti" di Cornelis De Heem. A queste si aggiunge una superba opera di Giuseppe Recco, "Natura morta con pesci e molluschi", appartenente alle raccolte del Palazzo Zevallos di Napoli, concessa in prestito dalle Gallerie d’Italia - Intesa Sanpaolo.