Turin Coffee: il caffe' tra cultura e degustazioni

di ILARIA CERINO
pubblicato il 08/06/2018


Si inaugura domani la due giorni di Turin Coffee, il primo festival torinese interamente dedicato al caffè, tra cultura e degustazioni. Sarà in piazza Carlo Alberto, sabato dalle 9.00 alle 20.00 e domenica tra le 9.00 e le 14.00, ad ingresso libero.

Va detto subito: l’esigenza di un Salone del Caffè, sul modello degli analoghi festival diffusi nei paesi anglosassoni, si sentiva. Eccome. Ragion per cui è impossibile non sorridere di fronte a uno dei pochi eventi con le carte in regola per rallegrare il triste cartello di eventi estivi, proposto dal Comune per la cittadinanza torinese. Pioggia permettendo, si intende.

IL FESTIVAL DEI GRANDI MARCHI – Nelle due giornate, si potranno degustare liberamente i caffè delle 12 torrefazioni presenti: Lavazza, Costadoro, Vergnano, Caffè Alberto, Caffè Boutic, Caffè Giuliano, Orso Laboratorio Caffè ,Caffè Malabar, Caffè Verri, Hobby Caffè, Il Caffè, Mokadoro, Mokabar. La manifestazione completamente gratuita per la Città di Torino permette ai cittadini di partecipare attivamente alle azioni solidali di due Onlus piemontesi: CasaOz e 1 Caffè. Onlus a parte, l’evento sarà molto probabilmente una piacevole vetrina per i prodotti dei maggiori marchi di torrefazione. Quella della grandi industrie che si mettono al servizio della cittadinanza organizzando eventi e festival è una storia vecchia, che piace a tutti. E che porta incassi.

«La partecipazione dei principali torrefattori locali al ‘Turin Coffee’ è una grande dimostrazione di impegno nel divulgare il know-how tutto torinese del fare caffè. Il caffè è infatti di casa a Torino: qui è nato l’espresso e questa è una delle città italiane che più ha saputo mantenere la tradizione dei suoi caffè storici, veri e propri luoghi di cultura.» ha dichiarato Alessandra Bianco, Chief Public Relations Officer di Lavazza. Il dare spazio all’artigianato di eccellenza, rappresentato dagli stand delle piccole torrefazioni locali, è un buon valore aggiunto.

UN SALONE PRIVATO – Quelle del 9 e 10 giugno saranno giornate politically free: certo, il timore di beccare in giro tra gli stand qualche politichetto di turno è sempre alto. Ma, oltre tali tristi e prevedibili inconvenienti, del Comune troverete solo il marchio appiccicato qua e là, in qualità di ente patrocinante (gli altri due sono Ascom Confcommercio e Epat). Per il resto, i fondi sono privati.

«Sono davvero lieto che per la prima volta a Torino abbia luogo un evento di questo genere: Turin Coffee darà lustro e risalto alla città in quanto capitale italiana del caffè, e sarà un ulteriore motivo per scegliere Torino come meta ideale per coloro che ricercano cultura ed esperienze.» ha affermato Alberto Sacco, assessore comunale al commercio. E sfiderei l’assessore a non essere lieto, visto che a pagare sono enti privati. Ma mi sento in dovere di ricordargli che non basta certo un festival di due giorni, per quanto interessante possa essere, a far scegliere Torino come “meta ideale”. Soprattutto per chi ricerca cultura ed esperienze. Soprattutto d’estate. Forse l’assessore dovrebbe dare un’occhiata al calendario di eventi del giugno e del luglio torinesi. E poi confrontarlo con quello degli amici meneghini. Vediamo un po’ quale dei due attira di più.

GLI EVENTI – A far da sponda a stand e degustazioni, è previsto un buon numero di seminari con esperti del mondo culinario e, ovviamente, del caffè. Per il primo giorno se ne contano nove, distribuiti quasi senza interruzione dalle 10.30 alle 20.00. Domenica, invece, uno in meno. Seppur gratuiti, essendo i posti limitati, è richiesta l’iscrizione per poter partecipare: dunque affrettatevi, se volete trovarne ancora qualcuno libero (per iscriversi è sufficiente visitare il sito ufficiale dell’evento e seguire le istruzioni: http://www.turincoffee.it/).