Fotogramma tratto da Anote's Ark, di Matthieu Rytz (Canada 2017, 76'), proiettato in apertura del festival per la prima volta in Italia

CinemAmbiente: fondi in calo per un festival in crescita

di REDAZIONE
pubblicato il 06/06/2018


Giunto al termine della ventunesima edizione, il successo di CinemAmbiente sembra non arrestarsi, e i dati lo dimostrano. Ma, paradossalmente, i fondi calano.

INTERNAZIONALISMO, PUBBLICO E FONDI – Anzitutto le pellicole: 3200 le opere sottoposte alla commissione esaminatrice quest''''anno, con una considerevole crescita del 30% rispetto a quello passato. È un dato che fa sorridere, poiché sta a dimostrare un certo livello di crescita di visibilità internazionale. Tant’è che uno dei film in concorso annoverava tra i collaboratori nientemeno che il premio Oscar Jeff Bridges. Una “crescita in linea con un trend produttivo del cinema ambientale internazionale in incremento esponenziale” come riportato sul sito ufficiale del festival.

L'incremento del pubblico, nelle sale cinematografiche, nell'edizione del ventennale è stato pari al 15% rispetto all’anno precedente (13.000 gli spettatori che nel 2016 avevano seguito le proiezioni), dato poi riconfermato nell’appena conclusa edizione.

Tuttavia giunta comunale, sponsor e fondazioni varie sembrano non aver troppo a cuore il destino del festival: a dimostralo ci sono i fondi in calo, passati dai 385.200 euro del 2016, ai 314.931 del 2017 (dati tratti dai bilanci consuntivi del Museo del Cinema degli anni 2016 e 2017) ai circa 291.000 di quest’anno.

IL COMUNICATO UFFICIALE CONCLUSIVO – “In attesa dei dati definitivi, l’affluenza di pubblico si profila analoga a quella dello scorso anno (attestatasi a 15.000 presenze complessive), in cui la manifestazione aveva già raggiunto il proprio limite strutturale relativamente alla disponibilità delle sale e alle possibilità di programmazione. Gli spettatori della 21a edizione hanno dimostrato, come già lo scorso anno, vivo e partecipe interesse verso la formula del Festival volta ad ampliare le proposte cinematografiche con approfondimenti e incontri con studiosi ed esperti: “Il nostro è un pubblico – commenta il direttore del Festival Gaetano Capizzi – che non solo si conferma molto interessato ai temi classici dell’ambientalismo, ma si rivela anche straordinariamente recettivo, curioso e attento nei confronti della rapida evoluzione subìta, in questi anni, dal dibattito internazionale in materia di sostenibilità e di nuovi modelli di sviluppo”. Il desiderio crescente di informazione mirata “indica che per il Festival ci sono spazi per un’ulteriore crescita. Siamo arrivati al momento in cui azioni e iniziative di governance a favore di una maggiore, reale sostenibilità si pongono come improcrastinabili e andrebbero accompagnate a una parallela diffusione di nuovi modelli culturali e sociali - prosegue Gaetano Capizzi. - Manifestazioni come il Festival sono strumenti di sensibilizzazione importanti che ritengo meritino di essere valorizzati e incentivati, e non certo contenuti o ridimensionati. Il nostro obiettivo è un significativo aumento del budget, segno di scelte culturali e politiche coerenti con un impegno sistematico in materia di tutela e sostenibilità ambientale”.