Sacrario del Martinetto - Ceppo

Dal Sacrario del Martinetto

di MAURIZIO STEFFENINO
pubblicato il 30/04/2018


E' come sempre un 25 aprile all'insegna della commemorazione per le persone che oltre 70 anni fa hanno sacrificato le loro vite per liberare l'Italia dal regime nazi-fascista. Chi vive a Torino nella zona San Donato, o chi ogni volta transita in corso Appio Claudio e in corso Svizzera, sente il respiro dell''erba di quella piccola area verde che è al di sotto del livello stradale immediatamente a ridosso di quegli alti palazzi che si ergono come "scale verso il cielo". Noi che viviamo a poche centinaio di metri sentiamo ogni anno il richiamo di quel poligono di tiro che da luogo di morte ora è luogo di riflessione, storia, cultura. Il Sacrario del Martinetto anche quest'anno ha accolto le numerose classi di ragazzi delle scuole nella manifestazione del 24 e le diverse centinaia di donne e uomini che ormai da anni partecipano al corteo mattutino del 25 aprile. Partecipando a questa seconda iniziativa promossa dalla Circoscrizione 4 e dall'Anpi Torino, rappresentata dalla sezione Martiri del Martinetto di via Bianzé, ho potuto sperimentare che al di là del folclore e dello spettacolo, quest'anno garantito da uno splendido concerto di tamburi e clarine del Gruppo della Piazza dei Mestieri e dai brani della guerra partigiana eseguiti dalla Banda Musicale di Collegno con la presenza delle majorettes, l'esperienza forte si concentra in due intensi e significativi momenti. Il primo di questi è quando, dopo esser partiti dalla lapide del CNL all'angolo di via San Donato e via Durandi, il corteo di autorità e cittadini della Circoscrizione San Donato Campidoglio Parella, anche quest'anno numerosissimo, si ferma e sosta all'incrocio con via Medail, di fronte al numero 11 di via San Donato, per ascoltare il "Silenzio" davanti al ceppo che ricorda la giovanissima staffetta partigiana Luciano Domenico, "Undici". E' una forte emozione quella che si sente: il giovane undicenne ucciso dai repubblichini a Givoletto è vivo nei cuori dei presenti. Il secondo avviene all'interno del Sacrario quando le centinaia di persone assistono quasi in apnea, in religioso silenzio, alla commemorazione e al ricordo di eventi e uomini della Resistenza torinese nella rappresentazione poetica e teatrale a cura della Accademia dei Folli. Quest'anno dopo il saluto delle autorità della Circoscrizione 4 e delle testimonianze di 4 partigiani ancora presenti, l'intenso spettacolo teatrale è stato dedicato a Dante... il diciannovenne partigiano Di Nanni. In quel luogo, in una mattinata quasi estiva, l'ascolto del duetto di Giovanna ed Enrico e delle canzoni di Carlo cadenzate dal magnifico basso dell'altro Enrico, il fiato era sospeso e la pelle era proprio d'oca nei presenti. Al di là della versione storica, e di quella mitizzata, si respirava, davanti a quel muro testimone di fucilazioni, il sacrificio di quel ragazzo che ormai chiuso in trappola in un alloggio di via San Bernardino in Borgo San Paolo, mise per più di due ore in scacco fascisti e nazisti. Una mattinata che ha permesso a chi c'era di raccogliere in diversi applausi e nella commozione quello spirito e quei valori che, al di là delle singole esperienze personali degli interpreti della guerra di Liberazione, hanno varcato il nuovo millennio e che ora abbiamo in eredità. Una eredità che richiede capacità di interpretare nella giustizia, nella fratellanza e nella pace tutto quello che animava la speranza di futuro in quegli uomini. Un 25 aprile che, oggi come ieri, cerca, promuove e difende i diritti dell'uomo.