Contraddizioni a cinque stelle

di REDAZIONE
pubblicato il 20/02/2018


Primavera 2016: siamo nel pieno della campagna elettorale che condurrà Chiara Appendino sulla poltrona più alta di Palazzo Civico, sulla scia, tra le altre cose, di un programma incentrato sulle potenzialità della green economy. Un anno e mezzo dopo, l’ennesima contraddizione della giunta: 111 alberi rimossi da corso Grosseto per far fronte al progetto di riqualificazione urbanistica dell’area destinata al cantiere della Torino-Ceres.

Da una parte il comune, che ricorda come parallelamente ai casi di abbattimento siano state individuate le condizioni per impiantare 128 nuovi esemplari, dall’altra i residenti, contrari ad essere privati di uno dei polmoni verdi di Borgo Vittoria. Considerato il dato meramente quantitativo, non si riscontrerebbe alcun problema. Ma è necessario fare alcune precisazioni.

Si tratta di rimuovere un numero considerevole di alberi a fusto largo, caratteristica che consente di catturare una maggiore quantità di anidride carbonica, e foglie larghe e sottili, adatte all’assorbimento di polveri sottili. Ed è inutile ricordare i trascorsi ambientali della città, che ha visto proprio durante l’amministrazione pentastellata il raggiungimento dei più alti livelli di polveri sottili mai registrati all’interno del territorio comunale.

La crescita, per quanto rapida possa essere, dei nuovi esemplari piantumati, porterà a condizioni tanto positive da giustificare l’abbattimento dei vecchi? Non sussiste forse il rischio di smaltimento molto ridotto di anidride carbonica per tutto il periodo di crescita dei nuovi alberi? Perdipiù in un’area soggetta al costante passaggio di autovetture. Sarebbe stato probabilmente più lungimirante studiare un progetto che riqualificasse l’area senza ricorrere all’abbattimento dei platani tanto cari ai residenti.

Un dato è certo: l’incapacità di gran parte delle amministrazioni, non solo comunali, di ideare e sostenere politiche capaci di accostarsi in punta di piedi all’ambiente, e non di sopprimerlo e adeguarlo alle necessità e alle logiche della cementificazione.