Gruppo Torinese Trasformato

di SAMUEL FELICE
pubblicato il 18/02/2018


Abbiamo riorganizzato l'intera rete di trasporti, approvato un piano industriale che prevede cinquecentoundici nuovi mezzi”.

 

Esordisce così nel suo sito, il sindaco di Torino Chiara Appendino che battezza ufficialmente la sua “ rivoluzione GTT”.

Il cambiamento, voluto fortemente dal sindaco in cooperazione all'assessore dei trasporti Maria LaPietra, punta a limitare il grande problema dell'inquinamento che ha portato, secondo l'elaborazione di Legambiente, Torino come la città peggiore in Europa per concentrazione di polveri sottili. (ben 39 microgrammi per metro cubo si registrano in media sotto la Mole).

 

 

La rivoluzione GTT prevede di eliminare definitivamente la distinzione tra giovani e studenti. Questo permetterà a chi ha meno di 26 anni e non studia di avere il costo dell'abbonamento più basso. Il risparmio sarà del -22% per i residenti fuori Torino, mentre per i residenti in città si attesterà tra il -22% e il -44% a seconda dell'ISEE. Le fasce di agevolazioni saranno tre: la prima fino a 12 mila euro, le altre in corso di verifica. Stesso identico discorso vale per gli anziani over 65.

 

 

Quello che però ha destato più di una critica è il mancato coinvolgimento da parte della giunta pentastellata nei confronti delle amministrazioni comunali dell'hinterland torinese, che vedono stravolte le tariffe di punto in bianco senza aver avuto nemmeno un momento di confronto. Il motivo della lamentela è che nel nuovo tariffario sono previste modifiche che concernano la rete suburbana. Chi prima utilizzava il biglietto suburbano e restava fuori dai confini del Comune di Torino pagava 1,30 euro, a partire dal mese di maggio e da luglio in via definitiva andrà a pagare 1,70 euro, 40 centesimi in più.

Aumento di 20 centesimi invece per chi è abituato ad utilizzare il biglietto urbano che passa dall'attuale 1,50 euro al definitivo 1,70 euro.

 

 

Questo nuovo biglietto eliminerà il discorso di urbano/suburbano perché uno dei fini della rivoluzione è proprio quello di avere una “Torino senza confini”, come specificato dallo slogan proposto. A fronte del rincaro, però, il ticket durerà dieci minuti in più: “ La durata aumenta dell' 11%, si passa da 90 a 100 minuti”, scrivono i Cinque Stelle.

I primi cenni di diminuzione, invece che di aumento, si vedono per il ticket daily che vede un calo del 40 % rispetto alla formula attuale e si potrà usare per tutto il giorno su metro, bus e tram: da 5 a 3 euro. Analogamente a questa formula ci sarà il multi daily con valenza settimanale, utilizzabili separatamente, a 17,50 euro. Praticamente 2,50 euro al giorno, un vero affare per l'azienda di Corso Turati che ha chiuso il bilancio del 2016 con perdite per 63,8 milioni di euro.

Per i nostalgici del carnet da 15 corse arriva una brutta notizia: questa formula sparirà. Quella che non è sparita invece, è la protesta di molti consiglieri comunali come Fabrizio Ricca che accusa la Giunta di privilegiare i “furbacchioni” che non pagano piuttosto che la schiera di cittadini che regolarmente circolano muniti di titolo di viaggio.

 

Tanti cambiamenti e poche certezze, esattamente come ogni rivoluzione.

 

Solo il tempo ci dirà se il provvedimento voluto dal sindaco porterà effetti positivi. La sensazione è che bisognerebbe decisamente camminare o pedalare di più (finché altre aziende di bike sharing non ci abbandonano).